Salute pubblica e privata a scuola di Corona

Salute pubblica e privata a scuola di Corona

di Dino Cauzza, pubblicato su “Opinione Liberale” del 3.4.2020

Il Corona virus domina la scena quotidiana da qualche settimana e vorrei portarvi una testimonianza di un attore sanitario che opera in 13 Cantoni in Svizzera.

In una situazione quasi surreale dove prevalgono sentimenti di preoccupazione e paura, viviamo un settore sanitario che evidenzia tutta la sua schizofrenia, ma che dimostra di essere composto da persone di grande coraggio.

In tutti i Cantoni i dispositivi di pandemia prevedono il coinvolgimento degli attori sanitari indipendentemente se privati o pubblici. In alcuni Cantoni le cliniche private ricoverano pazienti con il virus, in altri le stesse si concentrano su attività complementari non Covid19, alcune cliniche hanno prestato personale e apparecchiature agli ospedali pubblici, altre ancora avranno un ruolo solo nel caso di un ulteriore aumento dell’epidemia. Il tutto risolto in poche ore.

La Confederazione e i Cantoni hanno ordinato a tutta la medicina non urgente di fermarsi e di attendere il proprio impiego. Oggi vediamo alcune strutture e alcuni medici sovraccarichi e altri senza attività, fiduciosi che il loro ruolo di “panchinari” verrà valorizzato a fine crisi. Finalmente tutti sono considerati utili e la solidarietà prende il sopravvento alle strumentalizzazioni politiche e mediatiche.

Il settore privato ad un tratto è essenziale nella gestione della crisi: facilmente gestibile, molto reattivo e agile. Sicuramente una risposta a tutti gli estremisti che nell’artificiale dibattito pubblico-privato negano i vantaggi di un equilibrio, e che si ostinano a promuovere soluzioni o del tutto cubane, o del tutto neoliberiste.

Un sistema sanitario sano è un sistema equilibrato, diffuso, coordinato e capace di adattarsi velocemente ai bisogni della popolazione. Corona insegna.

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